sabato 14 maggio 2011

Nuova Statale 38

Per documentare un minimo la più grande infrastruttura attesa (e per certi versi subita) dal nostro territorio, riporto alcune mappe relative alla Nuova Statale 38.

(maggiori dettagli nella discussione sulla SS38 sul forum Skyscrapercity)




Primo Lotto, primo stralcio (in corso di realizzazione)
Tratta Trivio di Fuentes-Cosio
Lunghezza 9.3 km in carreggiata doppia
Viadotti: Valtellina (lunghezza 3.850 metri), Fuentes (348 metri), Borgofrancone (106 metri).
Investimento: oltre 220 milioni di euro (di cui 97 da Regione Lombardia, Provincia di Sondrio ed enti locali)
Durata dei lavori prevista: 780 giorni
Data prevista di ultimazione: aprile 2011

Aggiornamento al 15/05/2011
I tempi previsti sono slittati all'estate del 2012, mentre i costi, soprattutto per il problema delle concessioni al prelievo del materiale dalla cava del Tartano aumenteranno (chi dice di 18, chi dice di 45 milioni di euro).
Segnalati nel luglio 2010 interessamenti della 'ndrangheta per i movimenti terra, connessi alal vicenda Perego Strade.

in rosso il tracciato previsto

Primo Lotto, secondo stralcio (in attesa di copertura finanziaria)
Tratta Cosio-Tartano (cosiddetta Tangenziale di Morbegno)
Lunghezza 9.65 km in carreggiata semplice
Gallerie: SelvaPiana (2.738 metri), Paniga (2.313 metri)
Viadotti: Adda-Bitto (290 metri), Adda-Talamona (128 metri), ponte Orobia (30 metri)
Investimento: 279 milioni di euro
Durata dei lavori prevista: 3 anni e 5 mesi
Date previste: appalto nel 2010, avvio dei lavori maggio 2011 e conclusione primavera del 2014

Aggiornamento al 15/05/2011
Nonostante le rassicurazioni date a marzo durante la visita del Ministro Matteoli, il progetto manca ancora della copertura economica, principalmente dei soldi (60 milioni) attesi con delibera CIPE. Ufficiosamente la riunione di maggio non ha deliberato per mancanza di non meglio precisati pareri locali.

 in verde il viadotto/rilevato ed in giallo le due gallerie previste

Tratta Campovico-Paniga
Contrariamente al progetto iniziale, che prevedeva un breve viadotto (40 metri circa) sul Tovate ed un tracciato molto più interno alla montagna -per altro ancora valido per l'eventuale raddoppio-, l'attuale esce dalla galleria in prossimità della chiesa di Campovico per procedere esposto a mezza costa per circa 500 metri sino ai piedi dei Torchi Bianchi. Questo ufficialmente per un migliore accesso alal galleria in caso di emergenze e per ridurre i costi della tratta.

Dietro proposta del Comune di Morbegno si è costituito un gruppo di lavoro di Comitati di Zona e cittadini che ha elaborato alcune richieste:

I residenti della frazione Campovico hanno proposto una revisione al ribasso delle quote che permettesse alla galleria Selvapiana lo sbocco 100/150 mt piu' ad est, superando gia' il torrente Tovate, in modo da non impattare tanto sul nucleo abitato sia dal punto visivo che per rumore e fumi.
Il tracciato attuale difatti esce nel punto piu' alto ed esposto della frazione, nelle vicinanze della chiesa arrivando fino ad 11 mt dalle abitazioni, supera il Tovate e l'omonima valletta con un ponte e scende su un rilevato artificiale di 20/25 metri di altezza prima di reinserirsi in galleria.
Anas adduce problemi di costo, senza chiarirne l'ordine di grandezza.

Altri rilievi critici sono il rischio idrogeologico (il versante alle spalle di Paniga ha molti episodi di cadute massi sul centro abitato, anche recenti) e la criticita' del traffico veicolare attuale (specialmente per il tratto di Campovico) insostenibile in caso di aggiunta del traffico di cantiere.
 
la situazione allo sbocco di Campovico
Terzo stralcio (raddoppio Cosio-Tartano)Anas ha confermato la possibilita' di un raddoppio della tratta, utilizzando per l'eventuale nuova carreggiata il tracciato piu' a nord, interno al versante e rettilineo dell'ipotesi originariamente al CIPE.

Lotti successivi (Tartano-Tirano)
Oltre alle opere attualmente in discussione esistono "nei magazzini ANAS" (testuali parole) ipotesi progettuali risalenti ai primi anni 2000 per i successivi lotti che non e' previsto portare avanti "in quanto non ne e' ipotizzabile il finanziamento". Fa eccezione la cosiddetta Tangenziale di Tirano, originariamente accorpata per il finanziamento alla Tangenziale di Morbegno ed ora disaccoppiata per via dell'iter progettuale meno avanzato. Nel corso dell'incontro di marzo 2011 si è infatti prospettato di dirigere i relativi fondi al completamento della tratta di Morbegno impiegando i successivi ribassi sulla tratta di Tirano.

Nello schema di seguito:
IN GIALLO le mete sciistiche piu' frequentate
IN BLU i tratti di statale completata (a una corsia per senso di marcia, nata nel post alluvione'87)
IN ARANCIO le tratte in progetto, mancanti di copertura finanziaria (a una corsia per senso di marcia)


La cava del Tartano

TALAMONA(a.a.) Si terrà a breve il secondo incontro con i proprietari dei terreni di Talamona interessati dai lavori di cava del materiale che sarà impiegato per la realizzazione dei tratti in rilevato del primo stralcio della nuova statale 38 il cui cantiere dovrebbe partire a breve. Dopo la prima riunione, che si è svolta a dicembre per chiarire le modalità e i tempi dell'intervento, nei prossimi giorni ci sarà un ulteriore incontro con i proprietari e l'impresa impegnata nei lavori di cava dei massi pari a 1.600.000 metri cubi che saranno impiegati per la nuova statale.


Da chiarire ci sono questioni quali le opere di bonifica successive alla rimozione dei massi, i rapporti con il Comune, che ricaverà da questa operazione 600.000 euro anche per le implicazioni sul territorio di questi lavori e con i proprietari dei fondi. Secondo quanto previsto, i lavori dovrebbero svolgersi nell'arco di un anno e mezzo, in concomitanza con quelli per la nuova statale. Si calcola che, durante quel periodo, il traffico dei mezzi pesanti, impegnati nel tragitto tra il Tartano e il cantiere della nuova 38 sarà pari a un camion al minuto. «La rilevanza delle ricadute anche sul traffico saranno quindi notevoli e per questo si terranno incontri con i Comuni interessati - ha spiegato il sindaco Domenico Luzzi - in primis con Morbegno, che è già stato contattato per la questione».


Il sindaco di Talamona ha fatto riferimento anche all'altro imponente intervento che riguarda la zona del Tartano ed è legato alla messa in sicurezza: «Conosciamo da anni la situazione di questo dissesto che rappresenta uno dei maggiori problemi idrogeologici del paese - ha detto Luzzi - e allo stesso modo conosciamo l'entità e la rilevanza degli studi che sono stati condotti sulla zona ed hanno portato alla definizione del progetto per la messa in sicurezza. Ciò che rimane poco chiaro e ancor meno convincente sono le spiegazioni ormai insostenibili dei ritardi che la Provincia ha accumulato nell'iter di appalto dei lavori. Palazzo Muzio si sta assumendo delle responsabilità notevoli in termini di sicurezza, visto che fino ad oggi il territorio ha retto ma il problema rimane aperto e con esso permane il rischio per il paese».

La Provincia di Sondrio 04/03/2009
Successivamente alle autorizzazioni concesse dalla Provincia di Sondrio alla Salini (agiudicataria dei lavori del primo stralcio) per il prelievo del materiale, il ricorso al TAR di alcuni proprietari dei fondi che tenevano a cavare in proprio (uno dei ricorrenti è la BetonDuca) ha prodotto una sentenza di illegittimità, sospesa dal Consiglio di Stato in attesa di sentenza prevista per il 31 maggio.



Nella mappa:
IN ROSSO l'area di prelievo del materiale, ovvero l'area invasa dal torrente nel 1885 (prima sede di coltivazioni di gelso)
IN GIALLO il tracciato attuale della SS38 (in viadotto dal 1985)
IN AZZURRO il tracciato della ferrovia (dal 1903 spostato in galleria)
IN VERDE impianto di frantumazione esistente

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