lunedì 26 settembre 2011

Ho una vigna con 15 uve rare Ora aiutatemi a salvarla

Morbegno - Da solo a lavorarla non ce la fa più e senza l'aiuto di «qualche volonteroso» quella vecchia pergola e la sua vite sono destinate a fare una brutta fine. Ce l'ha messa tutta Ettore Bertola di Campovico per tenere in piedi quel pergolato di trecento metri quadrati, segno tangibile della sopravvivenza di una cultura contadina che ancora sopravvive anche in alcuni angoli dei centri abitati, come la frazione sull'Adda di Morbegno. Qui, a due passi dalla strada provinciale protetta da un piccolo giardino nascosto fra le case, la vecchia vite ultracentanaria dei fratelli Bertola e le sue uve sono sopravvissute al trascorrere del tempo e delle generazioni, cullata, coltiva e cresciuta dalle amorevoli e pazienti cure di questa famiglia morbegnese.

Ma il tempo passa per tutti, anche per Ettore che si occupa di tenere in salute ormai da vent'anni la vecchia, ma sempre prolifica, vite che in mancanza di nuova linfa adesso rischia di avere vita breve. «Purtroppo non sono più giovane, sono arrivato alla soglia degli 81 anni e da solo non riesco più a fare il lavoro che mi era facile prima - comincia a spiegare il pensionato, noto anche per il suo impegno nell'amministrazione morbegnese - sotto il pergolato ci sono quindici qualità differenti di uva e ogni anno proprio in questo periodo si procede al taglio dell'uva che poi porterà alla produzione di cinque ettolitri di vino, utilizzato esclusivamente per uso personale».

Quella di quest'anno però è l'ultima vendemmia per il signor Bertola, «purtroppo, ripeto, è arrivato il momento di ritirarsi da questa attività - conferma - ho provato invano a chiedere a conoscenti, a giovani soprattutto, se fra di loro ci fosse qualcuno disposto a prendere il mio posto per tenere viva l'uva e la trazione ad essa legata. Ma ho ottenuto solamente risposte negative all'invito. A questo punto mi vedo costretto a tagliare la vite con immenso dispiacere perché speravo davvero ci fosse ancora qualche volenteroso pronto a lavorarla di nuovo, ma pare che sia per tutti un impegno troppo gravoso e ovviamente poco redditizio».

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