giovedì 29 dicembre 2011

cartolina dalla cima della Colmen

Per smaltire gli eccessi natalizi, cosa c'è di meglio che una bella passeggiata?

Niente corsa, quella la lasciamo agli atleti che si cimenteranno nella oramai prossima sfida, solo un bel S.Stefano con sosta per un panino sulla cima e dato che la giornata si prestava ad un piccolo reportage, documentiamo a beneficio di tutti.

Con i migliori auguri,
Lele

martedì 27 dicembre 2011

Ponte di Paniga: contenitori di sale/sabbia per risolvere le emergenze

MORBEGNO - Arriva il gelo e con l'abbassamento delle temperature al ponte di Paniga si ripresenta il solito problema per gli automobilisti che devono superare la rampa con il fondo scivoloso. 


Un disagio che si presenta soprattutto al mattino presto, alle prime nevicate e gelate, quando i mezzi spazzaneve o gli operai del Comune non sono ancora riusciti ad intervenire capillarmente su tutto il territorio e allora, riuscire ad andare al lavoro, magari alle cinque o alle sei del mattino può diventare un vera seccatura. Da tempo il comitato di zona 3 chiedeva al Comune la possibilità di gestire in modo più autonomo l'emergenza gelo e per venire incontro alla richiesta nei giorni scorsi l'ufficio tecnico comunale guidato dall'ingegnere Mauro Orlandi ha fatto sistemare dagli operai alcuni contenitori provvisti di una miscela di sale e sabbia che resteranno a disposizione della cittadinanza che, «in situazione di emergenza connessa con la formazione di ghiaccio sulle rampe del ponte, potranno utilizzarli per far sciogliere il ghiaccio o la neve».

In questi giorni il Comune provvederà a mimetizzare i manufatti in modo che si inseriscano meglio nel contesto ambientale. La novità che va verso il "fai da te", o meglio avvia una sorta di collaborazione tra cittadino e amministrazione pubblicata, da sempre auspicata dal presidente del comitato di zona Maurizio Pasina, è stata accolta con favore dai frazionisti di Paniga. «È una richiesta che da sempre facciamo - afferma Pasina - e ci fa piacere che sia stata recepita. Va benissimo al ponte sull'Adda, ma un'iniziativa di questo genere potrebbe estendersi anche a Desco dove ci sono parecchie stradine ripide e spostarsi con l'auto in caso di neve e ghiaccio può non essere facile». 


Il Comune ha optato per la soluzione dei contenitori per evitare che qualcuno (e non sarebbe certo la prima volta) possa portare via i sacchi di sabbia e sale, utili per spazzare velocemente i vialetti di casa alle prime nevicate. «Non mi aspetto che adesso tutti i cittadini si mettano a spargere il sale - ancora Pasina - ma sono convinto che le amministrazioni debbano favorire queste forme di collaborazione che, da una parte fanno risparmiare soldi pubblici e dall'altra permettono di risolvere in modo rapido piccoli problemi quotidiani».


da La Provincia di Sondrio, 25 dicembre 2011

sabato 24 dicembre 2011

Ciapponi sollecita la Provincia sulla strettoia


La città del Bitto è stanca di aspettare: l'allargamento della strettoia del ponte di Ganda non è più procrastinabile e la «Provincia ora deve dirci quando intende partire con quest'opera di altissima criticità». A settembre l'intero consiglio comunale della città del Bitto aveva approvato una mozione per sollecitare palazzo Muzio - titolare dell'intervento che interessa il tratto viario - a mettere in pratica gli accordi sull'ampliamento del budello sopra il ponte di Ganda, adiacente a Campovico.

Il mese successivo è toccato alla "Commissione provinciale V Lavori pubblici" tornare sull'argomento avanzando la medesima richiesta all'assessoreSilvana Snider. «A distanza di un mese non se ne sa ancora nulla - dice il consigliere provinciale di minoranza Giacomo Ciapponi che, per il suo passato da sindaco di Morbegno, conosce a fondo la problematica - per questo domandiamo di nuovo di conoscere le priorità che la Provincia sceglierà in ordine ai lavori già progettati, già finanziati, e ovviamente uno fra questi è proprio l'allargamento della strettoia. Altrimenti, in assenza di indicazioni precise in merito, si rischia di farlo slittare ulteriormente legandolo a problemi di cassa».

E rimarca: «Quest'opera ad alta criticità diventa ancora più delicata in vista dell'apertura l'anno prossimo del lotto che interessa il primo stralcio della nuova 38: con questo cantiere aperto, per i prossimi sei anni la viabilità sulla strettoia che collega le frazioni sull'Adda di Morbegno con la provinciale Valeriana diventerà ancora più strategica per il passaggio dei mezzi in Bassa Valle. Proprio per questo motivo i lavori per ampliare e quindi rendere praticabile quel tratto sono più che mai urgenti».

Anche il Comune morbegnese si trova sulla stessa linea, perché le opere sull'angusto tratto stradale sono attesi da tempo. E di tempo da aspettare ce ne sarà ancora, almeno un altro anno, stando alle ultime- si parla del mese di ottobre - dichiarazioni dell'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Silvana Snider. Perché il progetto per ampliare la strettoia sino all'incrocio per Dazio c'è e ci sono pure i soldi, 500mila euro, per metterlo in pratica. Però c'è anche il patto di stabilità, che mette in croce l'atteso intervento sul quale Provincia e Comuni di Civo e di Morbegno avevano preso accordi quasi tre anni fa e sul quale pendeva una raccolta firme.

da La Provincia di Sondrio, 24 dicembre 2011

sabato 17 dicembre 2011

Street Climbing...

Ciruzzo all'opera sul mitico "tronco", simbolo dello Street Climbing di Sondrio.






























(fonte: masinoclimbing.blogspot.com)

giovedì 8 dicembre 2011

Fotovoltaico alle scuole

Installati i pannelli sulla falda del tetto.




[...] va segnalato l'impianto fotovoltaico realizzato alla scuola dell'infanzia di Paniga,
in funzione dalla fine dello scorso anno.
I pannelli, installati sul tetto, ricoprono una superficie di 63 metri quadrati e l'energia prodotta viene utilizzata sia per l'edificio che per altri stabili comunali.

da Vaol.it


aggiornamento del 18.01.2012 

mercoledì 7 dicembre 2011

SS38:Via libera a 87 milioni...ne mancano "solo" 50

Buone notizie dalla riunione del Comitato interministeriale di ieri a Roma: il Cipe ha sbloccato 87 milioni di euro per la costruzione del secondo stralcio-primo lotto della Statale 38. In altre parole la cosiddetta tangenziale di Morbegno, quella destinata a dare continuità al cantiere che, partito dal trivio di Fuentes, per il momento si ferma a Cosio.

Insieme agli importanti investimenti, tra cui quelli per il Terzo valico tra Genova e Milano, la linea ad alta velocità fra Treviglio e Brescia piuttosto che i fondi per il sistema Mose, il Comitato ha confermato i fondi per la Statale: 60 milioni dello stanziamento del governo Prodi, quando ministro era Di Pietro, e 27di residui del 1° stralcio-primo lotto. A questo punto per chiudere il conto economico dell'opera della Bassa Valle mancano ancora 50 milioni di euro (70 se il costo complessivo della strada sarà rivalutato, come insiste Anas, passando da 280 a 300 milioni di euro), gli stessi che il ministro Matteoli aveva promesso nella sua visita valtellinese e che allo stato attuale però non ci sono. Tanto per riepilogare, agli 87 milioni di euro sbloccati, o confermati che dir si voglia, ieri dal Cipe si aggiungono i 50 milioni di euro già stanziati dalla Regione e i 95 messi a disposizione dal territorio .

martedì 6 dicembre 2011

CIPE: finanziato lo stralcio B, tangenziale di Morbegno

Cipe libera cinque miliardi per infrastrutture
Martedì 06 Dicembre 2011 16:17
La riunione del 6 dicembre 2011 del Comitato Interministerial ha sbloccato importanti investimenti, tra cui quelli per il Terzo Valico tra Genova e Milano, dedicati anche ad infrastrutture per il trasporto stradale e ferroviario.

Gli investimenti approvati dal Cipe il 6 dicembre 2011 riguardano diverse importanti opere per il trasporto. In ambito ferroviario, il provvedimento più importante riguarda l'assegnazione di 1,1 miliardi di euro per il secondo lotto del Terzo Valico, con contestuale autorizzazione per l'avvio dei lavori. Il Cipe ha anche assegnato 919,2 milioni per la linea ad alta velocità fra Treviglio e Brescia. Per quanto riguarda le strade, il Comitato ha preso atto dell'ottemperanza delle condizioni previste da una sua precedente ordinanza, per la definitiva aggiudicazione del megalotto 3 della Statale Jonica, nel tratto fra l'innesto della Statale 534 a Roseto Capo Spulico.

Il Cipe ha anche assegnato 123,3 milioni di euro per investimenti stradali e ferroviari destinati ad interventi medio piccoli nel Mezzogiorno. Al nord, il Comitato ha stanziato 65 milioni di euro per il comparto Sud Ovest (tangenziale ovest Magenta-Vigevano) e 87 milioni di euro alla Valtellina per la costruzione del secondo lotto della statale di Morbegno.

Ma c'è anche una nota negativa: il mancato finanziamento del collegamento ferroviario tra Monza e Chiasso, che è un'opera ritenuta necessaria per le connessioni con il Gottardo. Il Cipe ha comunaue confermato i 90 milioni stanziati per la Rho-Gallarate.

venerdì 2 dicembre 2011

Talamona: il lascito Tirinzoni

Per un a volta parliamo di...Talamona!

E parliamo di un gesto di grande generosità e lungimiranza: un patrimonio di oltre due milioni di metri quadrati di alpeggi donati al FAI dall'architetto Stefano Tirinzoni.

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Il lascito Tirinzoni?
Un gesto d'amore per la sua Valle

Magnifico, vicepresidente nazionale Fai, ha illustrato i progetti per recuperare monti e alpeggi donati dall’architetto alla comunità di Talamona

Sondrio, 1 dicembre 2011 - «Gli alpeggi Tirinzoni, nelle Orobie, come l’Abbazia di San Fruttuoso, il Castello Grumello e tanti altri luoghi che esprimono la bellezza e la cultura di questo Paese, sono stati affidati a noi per amministrarli, ma sono un bene imperituro della Nazione. Il Fondo per l’ambiente italiano, FAI, non è un’associazione proprietaria, ma è una Fondazione che si identifica con gli stessi beni da recuperare e tutelare». Marco Magnifico, vice presidente nazionale del FAI, intervenuto ieri sera all’incontro pubblico presso la il «Salone dei balli» di Palazzo Sertoli (Sede Creval), ha illustrato i progetti di massima per recuperare il vasto territorio in comune di Talamona, oltre due milioni di metri quadrati, che l’architetto sondriese Stefano Tirinzoni, ha donato al FAI.

Tanti cittadini, alpinisti, storici, naturalisti, appassionati di montagna, insomma il «popolo della cultura» valtellinese, si è dato appuntamento in questo bel salone incapace di contenere tante persone assiepate anche sulle scale e nei corridoi. La dolorosa perdita di una personalità così centrale nelle vicende cittadine e della provincia, avvenuta appena otto mesi fa – non dimentichiamo che è stato uno dei protagonisti della ristrutturazione delle piazze di Sondrio – assieme al gesto significativo e inconsueto di lasciare per testamento «tre montagne ricche di pascoli e alpeggi» alla collettività, ha costituito un fortissimo richiamo per chi ha conosciuto Stefano Tirinzoni, ma anche per chi ha subìto il fascino del suo stile inconfondibile, «sobrio e amabile, spesso colorito da una innata vena ironica – come ha raccontato Magnifico – che riusciva ad ottenere sempre gli obiettivi che si era prefisso».

Il vice presidente del FAI, ma anche Angelo Schena, il «cugino-amico inseparabile», hanno tratteggiato la filosofia di vita di Tirinzoni, che, da sola, spiega il personaggio e il suo pensiero, culminato nella munifica donazione. «In pratica, egli ci ha donato, ha donato a tutti gli italiani, un luogo vero, concreto, fatto di natura, ambiente, paesaggio, cultura di un popolo, in contrapposizione netta al ‘non luogo’ rappresentato dalla rete e dalla globalizzazione informatica». Un’emozione fortissima hanno suscitato le parole scritte qualche anno fa dall’architetto in occasione del passaggio di proprietà del Castel Grumello dall’Ex-Enologica al FAI, da lui caldeggiato, parole lette con grandissima maestria dal regista Gian Luca Moiser: «Sono collegato alla rete e sono dappertutto e in nessuna parte, e mi chiedo – scriveva in sostanza Tirinzoni - a che servono questi quattro muri sbrecciati. Queste pietre sono la realtà, hanno visto passare generazioni, nascere amori, passioni e sentimenti, sono qui davanti a me, presenti, vere».

«Quando ci recavamo in Regione per definire i piani regolatori comunali – ha raccontato il sindaco di Talamona Italo Riva – durante il viaggio in treno, io gli chiedevo se si fosse deciso a lasciare al comune quella sua proprietà. E lui mi rispondeva che non avremmo avuto i soldi per mantenerla. Noi talamonesi siamo molto legati all’Alpe Pedroria dove ogni anno si svolge quasi un pellegrinaggio della nostra gente. Adesso è in buone mani».

di Paride Dioli

http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/2011/12/01/629605-lascito_tirinzoni.shtml