venerdì 2 dicembre 2011

Talamona: il lascito Tirinzoni

Per un a volta parliamo di...Talamona!

E parliamo di un gesto di grande generosità e lungimiranza: un patrimonio di oltre due milioni di metri quadrati di alpeggi donati al FAI dall'architetto Stefano Tirinzoni.

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Il lascito Tirinzoni?
Un gesto d'amore per la sua Valle

Magnifico, vicepresidente nazionale Fai, ha illustrato i progetti per recuperare monti e alpeggi donati dall’architetto alla comunità di Talamona

Sondrio, 1 dicembre 2011 - «Gli alpeggi Tirinzoni, nelle Orobie, come l’Abbazia di San Fruttuoso, il Castello Grumello e tanti altri luoghi che esprimono la bellezza e la cultura di questo Paese, sono stati affidati a noi per amministrarli, ma sono un bene imperituro della Nazione. Il Fondo per l’ambiente italiano, FAI, non è un’associazione proprietaria, ma è una Fondazione che si identifica con gli stessi beni da recuperare e tutelare». Marco Magnifico, vice presidente nazionale del FAI, intervenuto ieri sera all’incontro pubblico presso la il «Salone dei balli» di Palazzo Sertoli (Sede Creval), ha illustrato i progetti di massima per recuperare il vasto territorio in comune di Talamona, oltre due milioni di metri quadrati, che l’architetto sondriese Stefano Tirinzoni, ha donato al FAI.

Tanti cittadini, alpinisti, storici, naturalisti, appassionati di montagna, insomma il «popolo della cultura» valtellinese, si è dato appuntamento in questo bel salone incapace di contenere tante persone assiepate anche sulle scale e nei corridoi. La dolorosa perdita di una personalità così centrale nelle vicende cittadine e della provincia, avvenuta appena otto mesi fa – non dimentichiamo che è stato uno dei protagonisti della ristrutturazione delle piazze di Sondrio – assieme al gesto significativo e inconsueto di lasciare per testamento «tre montagne ricche di pascoli e alpeggi» alla collettività, ha costituito un fortissimo richiamo per chi ha conosciuto Stefano Tirinzoni, ma anche per chi ha subìto il fascino del suo stile inconfondibile, «sobrio e amabile, spesso colorito da una innata vena ironica – come ha raccontato Magnifico – che riusciva ad ottenere sempre gli obiettivi che si era prefisso».

Il vice presidente del FAI, ma anche Angelo Schena, il «cugino-amico inseparabile», hanno tratteggiato la filosofia di vita di Tirinzoni, che, da sola, spiega il personaggio e il suo pensiero, culminato nella munifica donazione. «In pratica, egli ci ha donato, ha donato a tutti gli italiani, un luogo vero, concreto, fatto di natura, ambiente, paesaggio, cultura di un popolo, in contrapposizione netta al ‘non luogo’ rappresentato dalla rete e dalla globalizzazione informatica». Un’emozione fortissima hanno suscitato le parole scritte qualche anno fa dall’architetto in occasione del passaggio di proprietà del Castel Grumello dall’Ex-Enologica al FAI, da lui caldeggiato, parole lette con grandissima maestria dal regista Gian Luca Moiser: «Sono collegato alla rete e sono dappertutto e in nessuna parte, e mi chiedo – scriveva in sostanza Tirinzoni - a che servono questi quattro muri sbrecciati. Queste pietre sono la realtà, hanno visto passare generazioni, nascere amori, passioni e sentimenti, sono qui davanti a me, presenti, vere».

«Quando ci recavamo in Regione per definire i piani regolatori comunali – ha raccontato il sindaco di Talamona Italo Riva – durante il viaggio in treno, io gli chiedevo se si fosse deciso a lasciare al comune quella sua proprietà. E lui mi rispondeva che non avremmo avuto i soldi per mantenerla. Noi talamonesi siamo molto legati all’Alpe Pedroria dove ogni anno si svolge quasi un pellegrinaggio della nostra gente. Adesso è in buone mani».

di Paride Dioli

http://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/2011/12/01/629605-lascito_tirinzoni.shtml

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