venerdì 30 marzo 2012

Sentiero Valtellina: a Morbegno qualcosa si muove!

Una delle manchevolezze, la più macroscopica del prezioso Sentiero Valtellina inizia ad intravedere una soluzione: il tratto morbegnese potrà finalmente ricevere i primi interventi, pur lasciando sul tavolo un paio di questioni di non poco conto. Questo è in estrema sintesi ciò che emerge dall’assemblea congiunta dei Comitati di Zona 2 e 3 tenuta ieri sera a Morbegno.

Introdotti dai presidenti dei Comitati, gli interventi di approfondimento hanno toccato dapprima l’ambito delle scelte politiche con il presidente della Comunità Montana Vaninetti, quindi l’aspetto squisitamente tecnico dei progetti definitivi con l’ingegnere Mossini e l’ampia relazione forestale sui Sistemi Verdi del dottor Buzzetti, infine l’assessore Pinciroli ha inquadrato i risvolti comunali complementari.
Da SentieroValtellina

Tra le priorità individuate è a buon punto l’iter per la passerella sul Bitto (#1 in immagine), onde poter connettere Morbegno con il sentiero che attualmente termina al centro sportivo di Regoledo (#2) secondo un tracciato che in territorio di Regoledo è ancora da definire (varianti in azzurro). Altra priorità la direttrice principale del Sentiero, che si è deciso di portare sulla riva destra dell’Adda con un passaggio sull’isola dirimpetto alla curva della Valletta (#3) per superare in passerella il ramo principale del fiume e proseguire sull’argine fino al ponte di Ganda (#4). Al ponte di Ganda assisteremo ad una prima interruzione per un tratto breve quanto potenzialmente pericoloso: i fondi disponibili non consentiranno di mettere in sicurezza la pista per un centinaio di metri, pertanto i cicloturisti dovranno utilizzare la viabilità esistente convivendo con l’aumentato traffico apportato dal prossimo allargamento della strettoia a cura della Provincia, nonché dai mezzi per la centrale SEM e la base di cantiere della nuova Statale 38.

Una parte dell’argine esistente consentirà di riprendere la pista fino alla centrale SEM (#5), qui il tracciato già predisposto (in blu) nel corso dei recenti lavori al parco della Bosca verrà asfaltato fino al ponte di Paniga per una larghezza standard di 2,5 metri. E’ da sottolineare che la scelta di transitare in sponda destra, attraversando il parco aumenta -a nostro avviso- il valore di quanto fatto fin qui e caratterizza maggiormente il Sentiero Valtellina rispetto alla scelta più facile e probabilmente meno costosa della sponda opposta (in arancio), che tuttavia potrà essere adeguata successivamente con il contributo dei comuni. In particolar modo con gli eventuali ribassi d’asta si ipotizza una ripiantumazione di specie arboree differenti per il tratto di lungo Adda dell’Isola di Talamona, che garantiscano una minore emersione superficiale delle radici, con il rifacimento del fondo stradale attualmente sconnesso.
Da SentieroValtellina

Tornando a Morbegno lo scenario prefigurato dall’assessore Pinciroli prevede la configurazione di sedi ciclabili lungo il Bitto, l’Adda e sulla viabilità principale: via Forestale, via al Bitto/Conti Melzi di Cusano/Quinto Alpini, nonché un nuovo raggio che da via Prati Grassi andrà ad intercettare il lungo Adda. Nulla di certo si sa circa la passerella ciclopedonale proposta da SEM (#6) che pure ha animato la precedente assemblea del Comitato di Zona 3: pare si stiano valutando alcuni problemi tecnici, ma ci piacerebbe tener viva per Campovico un’ipotesi già prospettata in assemblee precedenti che meriterebbe un serio approfondimento , ovvero il riutilizzo di alcuni tracciati dismessi per connettere (itinerario fucsia) un percorso di passeggiata alternativo al “budello” di via Mazzini, dalla centrale sino alle prime case di Paniga.
Da SentieroValtellina

Proprio a Paniga è posto l’interrogativo più grosso per i destini del Sentiero Valtellina, come arrivare a connettersi alla terminazione attuale al Chiosco del ponte (#7)? Le ipotesi (in rosso) sono diverse e tutte, purtroppo troppo costose per le finanze attuali: la salita a Desco con riqualificazione della vecchia strada sarebbe viabilisticamente semplice, ma assai sconveniente per il disgaggio di messa in sicurezza del versante, il passaggio su Talamona è tutto da verificare come l’aggancio al viadotto del Tartano esistente. Un tracciato proposto anche dal pubblico che meglio aderisce al concetto del Sentiero per itinerario, pendenze e filosofia è probabilmente il recupero del vecchio tracciato della Statale, ma la Comunità Montana intende stanziare 60 mila euro per l’indizione di concorso di idee mirato.

1 commento:

mila2 ha detto...

Certo, non ci sono fondi per completare il tracciato ma per un inutile concorso di idee si trovano. Ennesima vergogna italiota!