martedì 3 aprile 2012

SS38: Le frazioni penalizzate.Previste mitigazioni

Saranno le frazioni a essere maggiormente penalizzate dal passaggio della futura tangenziale che sposterà gran parte della circolazione stradale in salita e in discesa, dal centro cittadino verso le retiche.

Più mezzi, prima, per la presenza del cantiere che resterà operativo per circa 3 anni e mezzo, ma anche dopo la conclusione dei lavori, con un prevedibile aumento dell'inquinamento acustico e atmosferico nella zona. Per la realizzazione dei lavori dell'infrastruttura viaria sono stati individuati 4 cantieri principali oltre a 3 aree tecniche, all'imbocco ovest ed est della galleria Selva Piana e all'ingresso ovest del tunnel Paniga.

Si prevede il reimpiego dei materiali risultanti dagli scavi per la costruzione dei rilevati stradali, la realizzazione di drenaggi, stabilizzati e calcestruzzi e per i ritombamenti-rimodellamenti. Il materiale proveniente dagli scavi delle due gallerie e dei cunicoli di emergenza, circa 1.350.000 metri cubi, coprirà gran parte del fabbisogno. Il progetto prevede anche significative opere di mitigazione ambientale e paesaggistica e interventi di abbattimento dell'inquinamento atmosferico e acustico, che sono stati proposti dal Comune (con la commissione a suo tempo costituita dai cittadini) e recepite in sede di progettazione definitiva.

«Per quanto riguarda gli scavi - ricorda Bongio - visto che ci troviamo su un versante particolarmente fragile abbiamo chiesto che si utilizzino dispositivi adeguati come le micromine per prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico sul versante montuoso. Per ridurre al minimo i disagi per la circolazione abbiamo chiesto interventi sulla viabilità» nei quali potrebbe rientrare anche la tangenzialina di Campovico, che però non tutti vogliono. È stata chiesta poi una particolare attenzione alle sorgenti sotterranee e piste di accesso per i mezzi di soccorso dalle frazioni.

Per cercare di mitigare l'impatto ambientale sul viadotto Tovate, all'uscita del tunnel sarà inserita una struttura metallica, ma per le parti in rilevato saranno effettuati particolari inserimenti paesaggistici con terra rinforzata e piantumazioni. Altra richiesta accettata quella di salvaguardare la vecchia deviazione della centrale ex Fs, così da garantire un possibile utilizzo per il deflusso delle acque. «Ricordo - conclude Bongio - che il 12 maggio del 2009, alla conferenza dei servizi al ministero, ci fu un consenso unanime sul progetto definitivo e in quell'occasione illustrai le nostre proposte e chiesi che venissero messe a verbale e recepite in sede di stesura del progetto esecutivo, come adesso ci auguriamo che si faccia».

Fonte: La Provincia di Sondrio





Tangenziale, il tracciato che passerà a Morbegno

Approvazione del Cipe 23 marzo 2012. Pubblicazione delibera entro aprile. Predisposizione del bando di gara e pubblicazione, approvazione del progetto esecutivo e stipula contratto entro luglio 2013. Inizio lavori settembre 2013. Ultimazione fine ottobre 2016.

Sono questi i tempi previsti per la tangenziale di Morbegno, un'ipotesi, una simulazione, potremmo dire ottimistica (viste le difficoltà incontrate fino a questo momento dagli enti su questa partita), ma la definizione del quadro economico, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti (partiti, istituzioni e cittadini) fa ben sperare.

«Il cronoprogramma sarà comunque presentato ufficialmente in occasione della prossima seduta del Collegio di Vigilanza», precisa l'assessore ai Lavori Pubblici di Morbegno Francesco Bongio, che dieci giorni fa era sul cantiere della superstrada, mentre da Roma arrivava la notizia dell'ok del Cipe all'appostamento dei 50 milioni di euro che mancavano per il finanziamento dell'opera e che sin dall'inizio ha fatto da traino propulsore al progetto, mettendo a disposizione la sua competenza di tecnico.

Tutto è partito nel novembre del 2007 con la firma del protocollo d'intesa sulla variante di Morbegno, tronco B, che si sviluppa dallo svincolo di Cosio al Tartano, sottoscritto da tutti gli enti coinvolti: ministero delle Infrastrutture, Regione Lombardia, Provincia di Sondrio, Anas, Camera di commercio, Comunità Montana di Morbegno e comuni di Chiavenna, Sondrio, Tirano e Bormio.

Il bypass di Morbegno sarà a doppia carreggiata, una per ogni senso di marcia, di 3,75 metri, più due banchine di 1,50 metri. Il tracciato subirà dunque un restringimento dallo svincolo di Cosio, anche se i tecnici hanno comunque previsto la possibilità di un raddoppio (che probabilmente non si realizzerà mai, ma di cui non si è, comunque, voluta escludere del tutto la fattibilità). Attualmente la progettazione si trova alla fase definitiva, e la società che si aggiudicherà l'appalto dovrà predisporre l'esecutivo, definendo più nel dettaglio gli aspetti tecnici e l'organizzazione del cantiere.

Un aspetto quest'ultimo che verrà tenuto in considerazione in sede di aggiudicazione della gara e dal quale potrebbero ricavarsi altre economie, eventualmente da aggiungersi ai ribassi d'asta.

La tangenziale partirà dunque da Cosio, per superare la provinciale Traona-Cosio, proseguendo poi verso i prati del Bitto. Qui attraverserà tutta la zona del fondovalle sottoposta a vincolo, tra l'asta dell'Adda e la linea ferroviaria, in sponda orografica sinistra. Superata la confluenza tra l'Adda e il Bitto proseguirà in sotterraneo affrontando dapprima la galleria "Selva Piana" e successivamente, dopo avere superato una stretta gola con il viadotto "Tovate" e un tratto in rilevato, rientrerà nella galleria "Paniga". Al termine ci sarà un altro viadotto sul fiume Adda e il successivo svincolo del Tartano costituto da una rotonda.

La lunghezza complessiva della tangenziale sarà di circa 9 chilometri e mezzo. Il tratto iniziale fino all'altezza del km 12+400 (spalla del viadotto Bitto-Adda), correrà in rilevato con altezza variabile da 3 a 6 metri e solo nel tratto precedente la spalla del viadotto comincerà ad alzarsi per avere un franco sufficiente al superamento della provinciale numero 4, la ex statale 402 della Valeriana. In questo tratto non esistono manufatti di particolare rilevanza fatto salvo il ponte sul canale Orobia che avrà una luce di 30 metri.

Il torrente Bitto e il fiume Adda verranno attraversati tramite un viadotto della lunghezza di 290 metri. In questo punto il tratto della foce del Bitto sarà spostato verso ovest. Il tracciato proseguirà quindi con la galleria Selva Piana della lunghezza di 2.738 metri superando così a nord la frazione di Campovico, per poi tornare all'aperto nelle vicinanze del torrente Tovate che verrà attraversato con un ponte alto 20 metri. La strada tornerà quindi all'aperto per un tratto di circa mezzo chilometro, e salvo per un breve segmento a mezza costa dove è previsto un muro di controripa di modesta altezza, sarà in rilevato che nel suo punto massimo di altezza sarà di circa 28 metri. In questo tratto, oltre al ponte sul torrente Tovate verrà realizzato un tombino per la deviazione della strada comunale dei Torchi bianchi.

Successivamente la galleria Paniga, della lunghezza di 2.313 metri, consentirà il superamento a monte dell'abitato omonimo portando il tracciato a ridosso del fiume Adda fino ad attestarsi sull'attuale statale. Qui, all'ingresso della Pedemontana, sarà realizzata una bretellina che confluirà alla rotatoria per risolvere definitivamente il problema dei rallentamenti del fine settimana, eliminando l'attuale svincolo.

Fonte: La Provincia di Sondrio

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